"Man müßte nach Rom gehen". Bernd Alois Zimmermann und Italien

Per numerosi artisti e intellettuali di lingua tedesca l'Italia tornò a essere, nel secondo dopoguerra, un luogo di desiderio e di rifugio. Tra essi va annoverato Bernd Alois Zimmermann (1918–1970), il primo compositore a ottenere nel 1957 una borsa di studio dall'Accademia Tedesca Roma Villa Massimo appena riaperta. Seguirono altri soggiorni romani che avrebbero influenzato Zimmermann profondamente sia sul piano biografico che artistico.
Il volume raccoglie i risultati scientifici di un convegno internazionale organizzato nel 2018 a Roma, in occasione del centenario della nascita del compositore, dalla Bernd Zimmermann-Gesamtausgabe in cooperazione con l'Istituto Storico Germanico. Nei contributi e dialoghi si considerano per la prima volta in maniera ampia, e da diversi angoli visuali, i soggiorni italiani di Zimmermann. In particolare si approfondiscono la genesi di singole opere, l'integrazione istituzionale di Villa Massimo nel paesaggio culturale durante l'epoca della Guerra fredda, e la ricezione di Zimmermann da parte delle correnti moderniste italiane.

Sabine Ehrmann-Herfort/Adrian Kuhl/Matthias Pasdzierny/Dörte Schmidt (a cura di)
"Man müßte nach Rom gehen". Bernd Alois Zimmermann und Italien
Kassel et al.: Bärenreiter 2020 (Analecta musicologica 55), ISBN 978-3-7618-2142-8.

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